Displace | MAC museum

Solo show with Francesco Fossati, curated by Alberto Zanchetta
MAC | Contemporary Art Museum | Lissone 
 

14/9/2013  - 13/10/2013
MAC | Viale Padania 6 | 20851 Lissone – MB

press release 
-italian version only-
 

Il MAC di Lissone è lieto di annunciare l’inaugurazione di Displace, la prima mostra personale in un Museo Italiano di Francesco Fossati (1985) e di Andrea Magaraggia (1984).
L’installazione ambientale ideata dai due artisti occupa interamente il secondo piano dello spazio espositivo, otto strutture di grande formato in legno e mdf nobilitato modificano l’architettura dell’ambiente tanto da un punto di vista percettivo, quanto da quello fisico. Questi display-divisori impongono un ordine e una disciplina allo spazio; Fossati e Magaraggia hanno deciso di destrutturarlo isolando le opere dall’ambiente circostante e costringendo lo spettatore a confrontarsi con una visione che sfuma dal generale al particolare. L’impiego di prodotti lignei li ha inoltre spinti ad operare in
diversificando la formalizzazione in base all’attitudine del singolo artista. Il progetto espositivo pur mantenendo le specificità delle ricerche dei due artisti, riesce a garantire una continuità che si manifesta nella scelta di offrire allo spettatore due punti di vista privilegiati per la visione d’insieme della mostra: dall’accesso principale la superficie visibile delle strutture è di colore chiaro, mentre dal fondo della sala sono visibili solo le superfici di colore nero. Lo spettatore si trova pertanto immerso in un ambiente bipolare del quale è il motore.

Fossati ha insistito sulle permutazioni di elementi regolari lungo il perimetro dei propri moduli; sui pannelli esterni sono state praticate delle fessure che creano trasparenze/trapassi, suggerendo l’idea di punti di vista o di fuga. In relazione ai dispositivi da lui progettati, l’artista ha realizzato diverse sculture in terracotta, per lo più di piccole dimensioni, che sono state sezionate per lasciar intravedere i sedimenti cromatici del nucleo interno (ottenuti alternando e mixando differenti tipologie di crete che, ancora fresche, deformano il disegno originale mediante un processo di compressione). Come si evince dal tautologico titolo della serie, sono ““sculture”” che intendono ridefinire i ruoli della pittura e della scultura. Magaraggia, al contrario, instaura una relazione tra i suoi resti-reliquie e la struttura espositiva, stabilendo un contatto, una contaminazione e una compenetrazione delle forme, rendendo precario il limine di ciò che sta fuori e ciò che si trova all’interno. Strutture e sculture arrivano a confondere i propri perimetri fino a creare uno spazio nello spazio; ne risultano delle installazioni larvali che hanno espulso ogni eccesso. Attraverso continue modifiche e privazioni, Magaraggia aspira a ottenere oggetti essenziali che sono esplorazione “di quel che è per come esso si rivela”.

Alberto Zanchetta

La mostra è realizzata in collaborazione con Cleaf